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Il Barcellona fermato sul 0-0 contro l'Espanyol

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Speriamo che Mourino abbia visto questa partita, l'abbia registrata e che la guardi almeno sette volte, come succeso con la partita del Chelsea. Perchè stasera l'Espanyol ha mostrato che il Barcellona si può fermare, a patto di disputare una partita stupenda e che la fortuna sia dalla tua parte. Il derby finisce sullo 0 a 0, merito della squadra di Pochettino che è riuscita nell'impresa di non far segnare il Barça, cosa che non succedeva da 25 partite.I blaugrana stasera avevano due obiettivi: avere la superiorità nella città e allungare ancora sul Real Madrid.

 Niente turn-over per gli uomini di Guardiola: giocano in difesa Piquè e Milito centrali, con Alves e Puyol sulle fasce,in mezzo Tourè con Busquets e Xavi , Messi nel tridente insieme a Pedro e a Maxwell. La partita inizia nel segno del pressing altissimo della squadra di Pochettino. Una pressione che si traduce in difficoltà per il Barca nel far girare la palla e farla arrivare alle punte. Un Espanyol che va ad aggredire addirittura al limite dell'area sui rinvii di Victor Valdes. Il pressing porta al recupero quasi immediato del pallone, ma i giocatori di casa sbagliano troppo nella trequarti avversaria. Come ogni derby che si rispetti anche questo è molto teso e sentito, come dimostrano i 4 ammoniti nella prima mezz'ora.

Nel finale di tempo l’Espanyol molla un pò sul piano dell'intensità e il Barcellona prova a far male. Maxwell va al tiro da posizione decentrata al 40' ma Kameni blocca bene a terra. Al 43' poi Xavi trova con uno splendido lancio Messi solo davanti al portiere, Kameni si esalta ma è tutto fermo per il fuorigioco della pulce. Queste sono le uniche occasioni in cui il Barça è pericoloso nella prima frazione. L’occasione più ghiotta è infatti dell’ Espanyol. Al 45' Callejòn va via sulla fascia sinistra, mette in mezzo dove Osvaldo da due passi calcia verso la porta ma prima Valdes poi il palo salvano la porta del Barcellona. Si conclude così il primo tempo.
Il secondo tempo si apre con gli stessi 22 del primo. E con lo stesso tema tattico: pressione altissima dell’Espanyol e difficoltà del Barcellona a far girare palla. Dopo dieci minuti in cui il Barça fa fatica a giocare come sa, Guardiola prova a cambiare qualcosa inserendo Henry e Keita al posto di Milito e di Tourè, con Maxwell che scala in difesa e Puyol che torna al centro della difesa. Il cambio aumenta il peso offensivo, e il Barça inizia a farsi più pericoloso in avanti. Proprio quando la partita sembra cambiata, Callejòn salta Dani Alves che lo mette giù. Seconda ammonizione giusta e il terzino viene espulso. Siamo al 52’ e il Barcellona si deve sistemare con un 4-2-3 in cui Puyol va a fare il terzino destro, Keita e Piquè sono i centrali e il centrocampo è formato dai soli Xavi e Busquets, con Messi, Pedro ed Henry davanti. I blaugrana comunque provano a spingere in avanti, affidandosi all’estro della pulce argentina. Paradossalmente dopo l’espulsione il Barcellona gioca molto meglio e in modo molto più fluido, anche grazie al leggero calo dell’Espanyol che fa fatica a ripartire. Al 77’ Messi e Xavi cercano una combinazione al limite dell’area, ma il pallone di ritorno del numero 10 è leggermente troppo alto. Al 79’ anche l’Espanyol ha una buona occasione, con un bel contropiede concluso da un tiro troppo debole del neo entrato Ivan Alonso, che un minuto dopo calcia male dal limite dell’area dopo una sponda di Osvaldo. Ancora Osvaldo ha un’occasione di testa su cross di Forlin con la palla che finisce alta. Rientra dopo due settimane di stop Zlatan Ibrahimovic, che prende il posto di Pedro al’82’. Messi prova a vincere la partita da solo al’84’, quando salta tre uomini ma appena entrato in area viene chiuso in calcio d’angolo. La partita si conclude con il Barça in avanti ma senza altre occasioni. Per come si era messa la partita, questo è per i blaugrana un punto guadagnato, vista la sofferenza dovuta  all’enorme pressione di un Espanyol che ha disputato una grandissima partita.

 

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