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Milan, un fenomeno dalla B per ripartire

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C'è un giocatore fortissimo in serie B. Un piccolo fenomeno. Si chiama Marco Verratti, fa il centrocampista e per molti è l'erede naturale di Andrea Pirlo. Verratti compirà 20 anni a novembre, ma ha già alle spalle una settantina di partite in serie B e giusto una settimana fa è stato convocato da Prandelli in Nazionale. D'altronde il ragazzo ha un talento incredibile. Oltre a tanto dinamismo (è un brevilineo, è alto solo 164 centimetri), ha una capacità super: quella di mettere gli attaccanti davanti alla porta. Andate a chiedere ai vari Ciro Immobile, Lorenzo Insigne, Marco Sansovini quante palle-gol vengono confezionate dal signor Verratti da Pescara in ogni partita.

Perché apriamo parlando di Verratti? Perché a nostro avviso il Milan deve fare di tutto per acquistare un ragazzo giovane, così promettente, così forte. Perso Pirlo, Verratti rappresenta un elemento di qualità che può davvero cambiare il gioco dei rossoneri. Se il presidente Berlusconi (e i tifosi sono con lui) vuole un Milan che faccia del possesso palla e del bel gioco, servono giocatori così.

E' un Milan destinato a cambiare molto la prossima estate. In avanti, soprattutto. Partiamo dal giocatore più forte: Zlatan Ibrahimovic. Non si discute la forza dello svedese,, fuoriclasse capace di realizzare qualcosa come 35 reti in 44 gare in una stagione. Si discute invece l'Ibra che nello spogliatoio ha avuto più di un dissidio, l'Ibra che si fa espellere. Oltre, ovviamente al l'Ibra che in Champions non trascina il Milan alle vittorie. La cessione dello svedese oggi è più che un'ipotesi, soprattutto se qualche società (City e Real in vantaggio sul Psg) metterà sul piatto più di 30 milioni di euro e magari una contropartita in prestito (Tevez e Higuain?).

E poi attenzione ad altre situazioni: Maxi Lopez non ha pienamente convinto e Galliani non vuole spendere una cifra esorbitante per il riscatto; Pato potrebbe essere prestato ad un club brasiliano (il Corinthians?), ma tutto dipenderà dalle Olimpiadi alle quali prenderà parte; infine El Shaarawi, che ha fatto bene quando è stato chiamato in causa, ma che chiede più spazio dopo una stagione passata più che altro tra panchina e tribuna.

Chi resterà invece quasi sicuramente è Thiago Silva, forse l'unico incedibile della rosa. Per il brasiliano, considerato il miglior centrale del mondo, non ci si siede nemmeno al tavolo quest'estate. Il Milan, perso Nesta, non può permettersi di perdere il tassello principale della sua difesa. A meno che dalla definizione di " fine ciclo" non si voglia passare al cartellone "smobilitazione"....

 

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