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Il 'rossonero' Berbatov ci riprova

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Il Manchester United affronterà il Milan il 16 febbraio a San Siro nell’andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League. Berbatov conosce lo stadio milanese, ma non ha mai sfidato il Milan. “Ho giocato contro tutte le squadre più blasonate del mondo, tranne il Milan. Sono molto emozionato di avere questa occasione”, ha dichiarato l’attaccante.

La sfida ha un significato speciale per il nazionale bulgaro, poiché da bambino era un tifoso del Milan. "Sì, tifavo Milan perché ci giocava Marco van Basten. Era il mio idolo, uno dei più grandi attaccanti della storia”.

 

La squadra di Sir Alex Ferguson ha incrociato due volte il Milan nelle ultime edizioni del torneo avendo la peggio in entrambe le occasioni. L’ultima sfida, valida per le semifinali del 2007, si è conclusa con un pirotecnico 5-3 complessivo per il Milan. Berbatov non si fida dei rossoneri, e spiega: “Sarà una grande partita. Secondo alcuni il Milan non attraversa un buon momento di forma, ma in Champions League le squadre si trasformano. Non c’è una squadra favorita, siamo entrambi al 50 per cento". 

Se molti grandi giocatori non hanno mai provato l’emozione di giocare una finale di Coppa dei Campioni, Berbatov ha sbarrato questa casella agli inizi della carriera, disputando con il Bayer 04 Leverkusen la finale del 2002 persa 2-1 contro il Real Madrid CF. "Ero in panchina e mi dicevo che era una partita come le altre. Poi l’allenatore mi ha detto ‘riscaldati’ e il cuore per poco non mi scoppia in petto”.

L’attaccante bulgaro ha avuto una seconda occasione la scorsa stagione con il Manchester, ma gli è andata ancora male. Tuttavia, Berbatov non rinuncia al sogno di conquistare il trofeo. "Due finali e due sconfitte… Se penso che ci sono giocatori che l’hanno vinta quattro volte… Ma sono contento di essermi misurato sul palcoscenico più importante, e sono sicuro do poterci tornare con questa squadra”.

Conquistare la UEFA Champions League è un sogno che Berbatov coltiva da sempre, anche se oggi, a 29 anni, ha la piena consapevolezza del significato del trofeo. "Quando ho giocato la prima finale avevo 19 anni e non mi rendevo bene conto dell’importanza dell’appuntamento. Ma poi con gli anni capisci che pochi giocatori hanno l’occasione di giocare una finale di Champions League. Per questo è stata una grande delusione perdere lo scorso anno la finale contro il Barcellona”.

L’esito di una finale dipende da piccoli dettagli, secondo l’ex attaccante di PFC CSKA Sofia e Tottenham Hotspur FC. "Vince il più furbo, il più intelligente, quello che riesce a sfruttare un errore dell’avversario e a segnare il gol decisivo”. La finale del 2002 fu decisa da un’autentica prodezza, un’immagine copertina della UEFA Champions League. "Quel sinistro al volo di Zidane fu incredibile, e per giunta in una finale di Champions League!".

Berbatov è convinto che il Manchester abbia i mezzi per conquistare la massima competizione europea per club. "Ci aiutiamo tutti: a destra o a sinistra, c’è sempre qualcuno in soccorso. E poi abbiamo un allenatore che sa come motivare la squadra”. Dopo due finali perse e in attesa di sfidare la squadra del suo idolo, a Berbatov non mancheranno di certo le motivazioni.

 

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