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Italia-Nuova Zelanda 1-1

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Uno a uno tra Italia e Nuova Zelanda. Al gol iniziale di Smeltz, in offside, risponde Iaquinta su rigore. Tanto gioco, ma poca concretezza per gli azzurri: per passare, adesso, bisognerà battere la Slovacchia.
LE FORMAZIONI - Lippi schiera gli stessi undici scesi in campo con il Paraguay, ma la disposizione è diversa: un 4-4-2 con Marchisio esterno sinistro, Pepe dall'altra parte, Gilardino e Iaquinta in avanti. Montolivo in fase di creazione di gioco, De Rossi a interdire, Cannavaro-Chiellini coppia di centrali dinanzi a Marchetti, Zambrotta e Criscito terzini di spinta. Nuova Zelanda con tre punte: Killen, Fallon, Smeltz, e quattro uomini a irrobustire una zona mediana non così tecnica, ma decisamente robusta.
PAURA SMELTZ - L'Italia, ovviamente, fa la partita. La Nuova Zelanda instaura il più classico dei catenacci, per bloccare un gioco, quello azzurro, basato sulle idee di Montolivo, sulle incursioni di Zambrotta, sulla possenza di Iaquinta. Nulla di tutto ciò, però, si concretizza, anzi: alla prima azione gli ocenanici passano. Smeltz raccoglie in area - in offside - una palla deviata prima da un suo compagno di squadra, poi toccata da Cannavaro, e insacca Marchetti. Vantaggio neozelandese, paura azzurra: una sconfitta vorrebbe dire addio quasi certo a Sudafrica 2010.

IAQUINTA DI RIGORE - Per fortuna che ci pensa Iaquinta. Perché l'attaccante azzurro sigla il penalty - generoso - dell'uno pari, rimediato da un De Rossi grintoso da morire - trattenuta di Smith su di lui -. Italia che comunque, anche prima del pari, aveva iniziato a spingere sull'acceleratore, con Montolivo bravo e sfortunato per quel palo interno colto con un bolide dalla distanza. Sempre il solito problema, dunque: la palla non entra.

FORCING INEFFICACE - Finisce il primo tempo, inizia la ripresa con due cambi negli azzurri: dentro Camoranesi e Di Natale, fuori Pepe e un Gilardino che ancora una volta non ha convinto. È un'Italia tenace, che prova a passare, che si affida alla qualità dei propri singoli per tentare di pescare il varco giusto. Montolivo impegna un ottimo Paeston con un altro bolide da fuori, idem Camoranesi nel finale; Iaquinta lotta, Di Natale prova a pungere, ma niente, la rete non si gonfia. La Nuova Zelanda, dal canto suo, continua imperterrita a chiudersi a riccio, provando poi anche a pungere: prima Vicelich fa venire i brividi a Marchetti con un gran destro da fuori, poi è l'appena entrato Wood a far urlare al gol i tanti tifosi neozelandesi sugli spalti. Contropiede rapido, dribbling - fortunoso - su Cannavaro, tiro debole ma angolatissimo: jabulani che però esce di un niente.

TRIPLICE FISCHIO - Nel finale, occasionissima per Zambrotta, dimenticato dalla retroguardia oceanica sulla destra, con il terzino azzurro che entra in area, converge al centro e tira, ma Nelsen salva tutto in extremis parando con il corpo. Quattro minuti di recupero, tutti in avanti, tanti cross in area, lanci lunghi, tanto cuore, ma poca concretezza: termina uno a uno, con gli azzurri che rimediano il secondo - deludente - pari consecutivo. Gruppo F che vede, allora, l'Italia seconda, alle spalle di un Paraguay lanciato. Gli ottavi, per gli azzurri, passano adesso per la vittoria con la Slovacchia. Obiettivo, questo, stavolta da centrare. Per forza.

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IL TABELLINO

ITALIA-NUOVA ZELANDA 1-1

MARCATORI: Smeltz (Nz) al 7’, Iaquinta (I) al 29’ p.t.

ITALIA (4-4-2): Marchetti; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito; Pepe (dal 1’ s.t. Camoranesi), De Rossi, Montolivo, Marchisio (dal 16’ s.t. Pazzini); Gilardino (dal 1’ s.t. Di Natale), Iaquinta. (De Santis, Bonucci, Bocchetti, Maggio, Gattuso, Palombo, Quagliarella). All. Lippi.

NUOVA ZELANDA (3-4-3): Paston; Reid, Nelsen, Smith; Bertos, Elliott, Vicelich (dal 35’ s.t. Christie), Lochhead; Smeltz, Killen (dal 47’ s.t. Barron), Fallon (dal 18’ s.t. Wood). (Moss, Sigmund, Boyens, Brown, McGlinchey, Clapham, Mulligan, Brockie). All. Herbert.

ARBITRO: Batres (Gua).

NOTE - Spettatori 38.229. Ammoniti, Fallon, Smith, Nelsen. Recupero: 1’ p.t., 4’ s.t.

 

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