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Olanda-Uruguay 3-2

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L'Olanda approda in finale. La rete (meravigliosa) di Van Bronckhorst e quelle di Sneijder e Robben permettono agli oranje di avere la meglio su un Uruguay bravo a rientrare per due volte in partita grazie alle reti di Forlan e Pereira. E domani sera si conoscerà il nome della sfidante: Spagna o Germania?

LE FORMAZIONI - Olanda a trazione anteriore: Van Persie unica punta,

 con Robben, Kuyt e Sneijder a supporto. Nell'Uruguay, Tabarez propende per la coppia d'attacco Forlan-Cavani. Quattro due tre uno, dunque, per gli oranje; geometrico e tenace 4-4-2 per i sudamericani. Una cerca il dinamismo, l'altra la compattezza: modi diversi per conseguire un unico obiettivo, la finale.

BOTTA E RISPOSTA - Sulla carta sarebbe Olanda, ovviamente. E in avvio Olanda è, in effetti. Oranje in avanti, spinti da un gioco iperoffensivo e privo di timori, forse un po' troppo lezioso, di sicuro maggiormente qualitativo rispetto a quello fornito da un'Uruguay tutto "tieni tieni, corri e tira". Kuyt si mangia un gol in avvio, poi sblocca Van Bronckhorst con un siluro incredibilmente bello e potente, da distanza siderale. Muslera si stende, ma - forse anche perché non è un gigante, diciamolo - non ci arriva. Gol, quindi, e Uruguay che sembra accusare il colpo. Fino a un certo punto, però, perché Tabarez poi si arrabbia dalla panchina, vedendo poco cuore e troppo timore sul terreno di gioco, e fa partire la reazione: Cavani ad attaccare gli spazi, Perez e Pereira a spingere di più sui lati, Forlan a fungere da unico, vero, terminale offensivo. Efficientissimo, Perché al 40' s'inventa un sinistro da fuori che beffa uno Stekelenburg a farfalle. Uno pari, e si va al riposo.

QUALITÀ SOVRANA - Van der Vaart per De Zeeuw al ritorno in campo, per un'Olanda maggiormente tecnica in mezzo al campo. Anche se per buona parte della ripresa regna la confusione: l'Uruguay attacca a testa bassa, gli oranje tentano di ragionare e imbastire azioni di gioco pungenti. Ma non c'è la lucidità necessaria per costruire qualcosa di decente, almeno fino a quando non salgono in cattedra loro, sempre loro: Sneijder e Robben. Due reti, nel giro di tre minuti, dal 69' al 72': prima l'interista trova lo spiraglio giusto in area per concludere, con la sfera che s'infila tra le gambe dei difensori uruguagi, subisce qualche deviazione, forse anche da un van Persie in offside, e che comunque s'infila alle spalle di Muslera. Poi l'attaccante del Bayern svetta di testa su un preciso cross di Kuyt dalla sinistra: è due a zero. Il tutto, subito dopo un' occasionissima capitata a Van der Vaart, il cui tiro è ribattuto egregiamente dall'estremo difensore uruguagio.

PEREIRA PER LA SPERANZA - Robben ha la palla del quattro a uno a cinque minuti dalla fine, lanciato in velocità da Van Persie, ma sarebbe veramente eccessivo per un'Uruguay comunque in partita fino all'uno-due micidiale degli assi olandesi. Anzi, Pereira, con un sinistro dal limite, sigla il 2-3 della speranza e che dà il via a un forcing finale che vede i ragazzi di Tabarez protestare per un mani in area in mischia.

TRIPLICE FISCHIO - Ma il forcing della celeste a nulla porta: termina tre a due, oranje che approdano in finale e che se la vedranno con la vincente di Spagna-Germania, in programma domani sera. Uruguay inferiore sul piano tecnico, brava a rientrare in partita con Forlan, dopo la rete strepitosa di Van Bronckhorst, e con il tiro a giro di Pereira nel finale. In sintesi, partita gradevole, equilibrata, specialmente nel primo tempo. Nella ripresa, la differenza l'ha fatta la qualità individuale di quei geni del calcio che sono Robben e Sneijder. Quest'ultimo, in profumo addirittura di pallone d'oro: e se anche in finale dovesse incidere...

 

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