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Milan: Il Fenomeno Robinho

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Nel calcio ci sono i brasiliani come Kakà, fuori dal campo mai sopra le righe, mai su un giornale scandalistico, e ci sono i brasiliani stile Adriano, con una vita fatta di eccessi dove lo scandalo è la regolarità. Robson de Souza, per tutti Robinho, talento indiscutibile, rientra decisamente in quest'ultima categoria. Nato in una favela di Sao Vicente 26 anni fa,

 vive la sua infanzia nella povertà fino a quando, adolescente, Pelè lo porta al Santos. A 20 anni gli rapiscono la madre, Marina, rilasciata dopo 40 giorni dietro pagamento di 83mila dollari. L'anno successivo vuole a tutti i costi il Real Madrid e addirittura sciopera per convincere il Santos a cederlo. Titolare con Valdano, Capello lo rilega in panchina: fa chiacchierare la sua vita notturna. Nell'ottobre del 2007 dopo una partita della Selecao è protagonista di un festino a luci rosse con i celebri 40 preservativi chiesti agli uomini della sicurezza di una discoteca di Rio. Nel 2008 il trasferimento al City: il giorno del suo compleanno scappa in Brasile per festeggiare senza il permesso della Società. A Leeds arriva anche l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una studentessa: arrestato, viene rilasciato su cauzione e in seguito scagionato. A gennaio la saudade lo riporta nel Santos, con lui la moglie, il figlio e Gilson, il parrucchiere brasiliano che da 13 anni gli cura il look. Estroso in campo e fuori, questo è il fenomeno Robinho.

 

 

 

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