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Milan Shock!

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Doveva essere la prima tappa di un'esaltante cavalcata, è stata la prima cocente delusione; dopo aver svolazzato sulle ali dell'entusiasmo per due settimane, i tifosi rossoneri ripiombano a terra e la caduta fa davvero male, anche se nulla è compromesso e ora non bisogna cadere nell'eccesso opposto di tornare nuovamente a vedere tutto nero e lasciarsi andare al pessimismo. E' vero che tutte le perplessità suscitate dal nuovo Milan dei "fantastici quattro" hanno trovato puntuale realizzazione alla prima esibizione, ma bisogna pur sempre considerare che Allegri ha potuto lavorare poco con la squadra al completo in queste due settimane e ha avuto a disposizione i due nuovi fenomeni dell'attacco rossonero solo negli ultimi giorni, dopo gli impegni delle nazionali. Ci vorrà tempo, pazienza e tanto lavoro per creare una squadra compatta e che riesca a "sopportare" tre punte con scarsa propensione ad aiutare il resto della squadra in fase di non possesso palla; il Cesena ha saputo sfruttare alla perfezione tutti gli attuali limiti di questo Milan e ha fatto un figurone, vincendo meritatamente 2-0 e mandando in delirio i suoi tifosi alla prima apparizione casalinga in serie A dopo quasi vent'anni, mentre i tanti sostenitori rossoneri giunti in Romagna per gustarsi il prevedibile spettacolo dopo tanta attesa, sono rimasti impietriti sugli spalti a chiedersi se si trattasse solo di un brutto incubo. Purtroppo è tutto vero e ora bisogna lasciarsi subito alle spalle la delusione e cercare di riprendersi e ripartire da ciò che di buono (poco) si è visto a Cesena, cercando di eliminare gli errori (tanti) commessi nell'arco dei novanta minuti.

E dire che i rossoneri non avevano nemmeno iniziato male la partita, anzi erano stati i primi a rendersi pericolosi con una velenosa conclusione di Ronaldinho, deviata in angolo dall'ex Antonioli e con un'incursione di Pato sul filo del fuorigioco, vanificata da una bandierina alzata, forse per errore (ma per favore non attacchiamoci ad eventuali errori arbitrali per giustificare una sconfitta netta e meritata!); i primi fraseggi del tridente sembravano buoni, i centrocampisti non si limitavano a coprire ma si inserivano negli spazi lasciati liberi dalle punte, a cui piace molto svariare e poco stazionare in area; insomma sembrava il preludio al logico vantaggio del Milan, ma purtroppo non è sempre vero ciò che ha detto Ibra nella conferenza stampa in occasione della sua presentazione, ovvero che non bisogna preoccuparsi di difendere, tanto basta attaccare sempre; una grande squadra ha sempre una grande difesa e una grande difesa deve avere Nesta in campo e non in infermeria, altrimenti son dolori e, infatti, al primo pallone spiovente in area, l'impresentabile Papastathopoulos ha fatto rimpiangere addirittura Kaladze e ha ammirato immobile Bogdani che lo anticipava battendo Abbiati di testa; e se nessuno aiuta in copertura, caro Ibra, la difesa va in affanno, concede praterie alle ripartenze avversarie, il carneade Giaccherini imita Messi, si fa beffe della retroguardia rossonera e infila il secondo gol, quello che manda in delirio i cesenati e chiude di fatto la partita, perchè un Milan sotto shock non riesce più a riorganizzarsi e a tentare la rimonta.

La ripresa si apre con l'ennesima tegola che cade sulla testa dei tifosi rossoneri: Thiago Silva non torna in campo e viene sostituito da Abate, che va a destra con Bonera che si sposta al centro; si capisce subito che si tratta di infortunio e non di scelta tattica e il pensiero va automaticamente ad un eventuale debutto in Champions League senza la coppia centrale titolare, visto che ormai questa partita è compromessa e vien voglia di guardare già al futuro. Il Milan si rovescia in attacco più con la forza dei nervi che con lucidità, più con veemenza che con razionalità, ma crea ben pochi pericoli, soprattutto se si considera il suo potenziale offensivo. Un gol annullato a Pato per un tocco di braccio, un tiro dalla distanza di Ibra, un paio di fuorigioco dubbi; questo è il "topolino" partorito dalla "montagna" dell'attacco rossonero e non bastano neppure le mosse della disperazione di Allegri, che imita Mourinho e manda in campo prima Robinho al posto dell'impalpabile Ronaldinho e poi Inzaghi al posto di Gattuso,passando ad un coraggioso 4-2-4 che, però, intasa ancor di più gli spazi e non aumenta la pericolosità della squadra. In effetti è più il Cesena ad andare vicino al terzo gol che il Milan a sfiorare la rimonta, ma almeno Inzaghi ci mette la solita scarica di adrenalina e si rivela il più pericoloso, andando a conquistarsi un rigore che, però, Ibrahimovic tira sul palo vanificando le ultime flebili speranze di rimonta e chiudendo nel peggiore dei modi una prima esibizione in maglia rossonera inferiore alle enormi attese, perchè è sempre vero che nelle serate storte tutto va per il peggio e anche chi è solitamente infallibile dal dischetto può sbagliare malamente l'occasione che poteva anche riaprire la partita nel finale.

Difesa che fa acqua da tutte le parti, centrocampo traballante, attacco spuntato e troppo lezioso, altro che Milan stellare! Il Cesena ha giocato un'ottima partita e ha confermato ciò che di buono si era visto anche all'Olimpico contro la Roma, ma stiamo pur sempre parlando di una squadra che tutta insieme guadagna meno del solo Ibrahimovic; purtroppo sono stato buon profeta a dirvi alla vigilia che con i soldi non si vincono le partite e che la storia del calcio è piena di partite in cui il piccolo Davide ha battuto il gigante Golia e questa entrerà a buon diritto nell'elenco; non si può nemmeno dire che sia stato un Milan presuntuoso e poco umile, soprattutto in avvio, quando ha giocato un buon calcio, ma poi tutti i nodi sono venuti al pettine, nel senso che tutti i problemi ipotizzati alla vigilia sono impietosamente emersi e sono stati ingigantiti da un avversario che correva molto, pressava con efficacia e ripartiva in velocità facendo molto male ad una squadra che si è progressivamente spenta e ha perso entusiasmo e fiducia. Se Nesta non ha un adeguato sostituto, se il centrocampo non viene protetto e aiutato, se i portatori di palla sono in costante affanno, se i tre là davanti svariano troppo e tocca ad Ambrosini fare il centravanti, se per non apparire troppo egoisti gli attaccanti sono eccessivamente altruisti e prediligono sempre il passaggio al tiro in porta, è difficile segnare e vincere le partite e si va incontro ad inevitabili e meritate brutte figure. Questi sono i problemi su cui Allegri deve lavorare cercando di risolverli al più presto, perchè è vero che siamo solo all'inizio di una lunghissima stagione, ma si deve reagire subito per non rovinare l'atmosfera di entusiasmo che si è creata attorno a questo Milan, che a Cesena è stato troppo brutto per essere vero e già mercoledì contro l'Auxerre deve cominciare a mostrare il suo vero volto, quello spettacolare e vincente.

 

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