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I Risultati Della Quindicesima Giornata Di Serie A

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Il Milan continua a macinare vittorie: 3-0 anche sul povero Brescia e Lazio nuovamente a meno 3 dalla vetta. La Roma butta via la vittoria sul campo del Chievo Verona, perde l’occasione di scavalcare l’Inter e viene agganciata dalla Samp che, senza Cassano, si rifà sotto in zona Europa League, battendo un Bari sempre più ultimo e sfortunato. Il Napoli fa suo il posticipo con il Palermo tenendo il passo di una Juventus corsara a Catania. Ora le squadre di Mazzarri e Delneri viaggiano in coppia a -6 dalla capolista. Vittoria fondamentale per il Genoa che espugna Lecce e risale la classifica. La Fiorentina trova i tre punti contro il Cagliari grazie al ritrovato Mutu mentre il Bologna va oltre la penalizzazione e fa suo il derby contro un Cesena in piena crisi. Bella ed importante vittoria anche per il Parma che, trascinato dal solito Crespo, supera l’Udinese dell’ex Guidolin.

CHIEVO VERONA – ROMA 2:2
Un tempo a testa su un campo ai limiti della praticabilità, ed il pareggio è servito. Il primo tempo parla giallorosso con una Roma senza Totti e Borriello, risparmiati per la Champions, e con Adriano in campo dal primo minuto. La gara la sblocca l’altro brasiliano, Simplicio, che dopo un numero in area su Rigoni batte imparabilmente Sorrentino. Gol bello ed importante, replicato nel finale quando è sempre l’ex palermitano ad avventarsi sul cross basso da destra di Cassetti ed infilare il raddoppio. Tanta Roma, nonostante un campo che davvero rende impossibile ogni giocata palla a terra, poco Chievo che si riduce tutto in una conclusione di Fernandes nel finale che non impensierisce Julio Sergio. Nella ripresa però il Chievo si trasforma, e anche la Roma, assolutamente involuta. Il pareggio dei padroni di casa arriva al 16’ con Moscardelli che trova la complicità di un incerto Julio Sergio sul suo sinistro da fuori. La squadra di Pioli ora spinge, la Roma va in difficoltà e, seppur non concedendo troppo, subisce il pareggio. Tutto nasce da una rimessa laterale invertita: Taddei batte con i piedi in campo (le linee effettivamente non si vedono) e la palla passa ai giocatori del Chievo che ribaltano il gioco e mettono Granoche solo davanti a Julio Sergio. Il gol del pareggio fa innervosire i giallorossi che perdono anche De Rossi per espulsione (bruttissimo fallo su Moscardelli). Nel finale poi, doppia grandissima occasione per Granoche e Pellissier che vengono fermati da due interventi prodigiosi sulla linea di Julio Sergio e Burdisso. Il Chievo, con il terzo pareggio in tre gare, sale a quota 20 punti a -3 dalla zona Europa League con una gara da recuperare. La Roma perde l’occasione di portarsi nelle primissime posizioni di classifica e conferma il momento difficile dopo la brutta sconfitta di Palermo.

MILAN – BRESCIA 3:0
Quinta vittoria in sei gare, risposta convincente alla Lazio e primo posto confermato. Tutto bene per il Milan che travolge il Brescia in mezz’ora e conferma i progressi mostrati nell’ultimo periodo. Gli uomini di Iachini continuano a non vincere (solo tre pareggi nelle ultime 11 gare), rimangono fermi a quota 12 punti e non ripetono l’exploit di un mesetto fa quando, proprio qui a San Siro, riuscirono a fermare l’Inter. Passano solo 3’ ed il Milan è in vantaggio: Ibra scambia con Ambrosini sulla sinistra e mette dentro rasoterra per l’inserimento di Boateng che timbra il primo gol in serie A. L’esperimento del ghanese trequartista con Pirlo in cabina di regia funziona e il Milan va vicino al raddoppio con un ispirato Robinho. Il Brescia fatica ma riesce a prendere le misure in poco tempo e al quarto d’ora ci vuole un grandissimo Abbiati per fermare l’acrobazia di Caracciolo. Passato lo spavento i rossoneri premono e nel giro di 5’ chiudono la gara: al 28’ Robinho approfitta di un clamoroso errore di Hetemaj che lo libera solo davanti a Sereni; sul 2-0 il Milan dilaga e Ibrahimovic scarica di potenza un destro che fulmina il portiere avversario e vale il terzo gol. Un altro errore, stavolta di Zebina, libera Boateng a tu per tu con Sereni, stavolta il portiere salva e si ripete anche, sulla respinta, su Robinho. Il secondo tempo è pura accademia. Il Milan controlla, non subisce nulla dietro e va vicino al gol in altre tre o quattro occasioni soprattutto con Robinho e con il nuovo entrato Ronaldinho. Sconfitta pesante soprattutto per Iachini che viene sollevato dall’incarico. Il presidente Corioni esonera il tecnico protagonista del ritorno in Serie A e chiama l’ex allenatore del Siena Beretta che dovrà risollevare le Rondinelle.

SAMPDORIA – BARI 3:0
Tutto facile per la Sampdoria contro un Bari in crisi e davvero sfortunato. Successo meritato per una Samp superiore ai pugliesi ma aiutata da un Pierpaoli in giornata-no. Al quarto d’ora l’episodio che cambia il match: cross dalla destra di Cacciatore, il pallone sbatte prima sulla gamba poi sul braccio (allargato) di Rossi e finisce in corner. I giocatori della Samp si preparano per battere l’angolo ma Pierpaoli ferma il gioco e (su indicazione del guardalinee) accorda il rigore e ammonisce il difensore. Decisione severa che porta in vantaggio i blucerchiati visto che Pazzini dal dischetto non sbaglia. Poco dopo la mezz’ora poi la gara finisce: sempre il solito, sfortunatissimo, Rossi si piazza davanti a Curci su un calcio d’angolo. Il portiere lo spintona via tre volte nel tentativo di farsi largo. Pierpaoli vede tutto e ammonisce i due: peccato che per Rossi si tratta del secondo giallo che vale l’espulsione. Un po’ di buonsenso e la gara non sarebbe compromessa. Per di più ne fa le spese anche Ventura che, seppur civilmente, protesta e viene allontanato. La superiorità numerica, oltre che tecnica, è decisiva. Il Bari, già pieno di assenze e con l’inedita coppia d’attacco Rana-Rivas. Non può far altro che stare a guardare. A completare il tabellino ci pensa l’ex Guberti che, nella ripresa, trova prima un gol alla Del Piero, poi la deviazione decisiva di Gazzi che inganna Gillet. Per la Samp è una vittoria importantissima, dopo il buon pareggio con il Milan, che rilancia i blucerchiati a ridosso della zona Champions League. Il Bari invece continua nella sua serie negativa: per Ventura troppe assenze e anche troppa sfortuna. Quella di Genova è l’ottava sconfitta nelle ultime dieci gare e la classifica piange con l’ultimo posto in solitaria a quota 10 punti.

LECCE – GENOA 1:3
La quarta sconfitta consecutiva, seconda interna, del Lecce fa sprofondare la squadra di De Canio al penultimo posto. La difesa continua a fare acqua, come dimostrano le 13 reti subite nelle ultime quattro gare, e ora la salvezza continua ad allontanarsi. Il Genoa di Ballardini invece torna alla vittoria dopo tre partite e ritorna ad affacciarsi in zona Europa League. Il primo tempo è di marca leccese con Di Michele che fa le prove generali del gol al quarto d’ora impegnando Eduardo in una parata difficilissima. Sul finire di frazione però arriva il vantaggio, meritato, dei padroni di casa: Mesto commette un erroraccio che lancia Di Michele in velocità, saltato Criscito l’attaccante mette dentro per Ofere che deve solo depositare in fondo al sacco. Ad inizio ripresa ancora Di Michele ha la palla per chiudere la gara: l’attaccante fa fuori mezza difesa genoana ma la conclusione termina fuori di un niente. Sul capovolgimento di fronte la beffa: il Genoa colleziona corner in serie e su uno di questi battuto da Veloso è Toni a svettare di testa anticipando tutti e siglando il pareggio. Il Genoa prende coraggio mentre il Lecce inizia a calare vistosamente. Ballardini decide di inserire una seconda punta “vera” come Destro, e alla mezz’ora ecco completato il sorpasso: punizione battuta dal solito Veloso, Ranocchia di testa ci arriva per primo e porta in vantaggio i suoi. Nel finale il Lecce prova ad attaccare in massa ma senza lucidità e lasciando voragini dietro. In una di queste si infila il Genoa che porta a 3 le sue reti con Rossi che insacca tutto solo sull’assist di Destro.

PARMA – UDINESE 2:1
Nella giornata dei grandi bomber non possono mancare Crespo e Di Natale. L’argentino (con una doppietta) e il napoletano fissano il punteggio del Tardini che vede il Parma vittorioso. In panchina è una sfida tra ex, con Guidolin che torna a Parma dopo un’ottima annata, e Marino che incrocia l’Udinese dopo i tre anni passati sulla panchina friulana. In campo è il Parma a fare la gara anche se, la supremazia territoriale e a livello di gioco, non si concretizza sotto porta. A sbloccare il match è, come spesso accade, un episodio: al 23’ Giovinco semina il panico in area, Benatia lo stende ad un passo dalla linea di fondo e l’arbitro non può che decretare il rigore. Dal dischetto Crespo è freddo e batte Handanovic, costretto a capitolare dopo quattro penalty neutralizzati. Il Parma continua a fare la partita nonostante il vantaggio e al 34’ il duello Crespo-Handanovic si ripete, ma stavolta è il portiere sloveno ad uscirne vincitore. Parata decisiva in quanto, un minuto dopo, è Di Natale a pareggiare i conti: punizione dal limite guadagnata da Asamoah, traiettoria a girare ma nemmeno troppo angolata, Mirante probabilmente vede il pallone tardi e parte da una posizione troppo defilata, fatto sta che il pallone si insacca e al termine dei primi 45’ le squadre sono in parità. In avvio di ripresa il Parma riprende a spingere e dopo 10’ ecco il nuovo vantaggio: cross di Angelo dalla destra, palla che spiove sul primo palo e ancora Crespo ad anticipare tutti di testa. Momento fantastico per l’argentino che mette a segno il suo quinto gol consecutivo nelle ultime tre gare. Guidolin aumenta il peso offensivo con Denis e nel finale, quando il Parma inevitabilmente cala, ecco le due occasionissime per i friulani: prima Di Natale approfitta di un rimpallo ma viene fermato dall’uscita perfetta di Mirante, poi Domizzi di testa centra il palo. Sono le ultime emozioni di una gara che vede il Parma riprendersi dopo il 5-2 subito a San Siro e raccogliere la terza vittoria nelle ultime 5 gare. Per l’Udinese il problema si chiama continuità: mentre in casa ha raccolto sei punti (segnando ben 7 reti) nelle ultime due gare, in trasferta ha raccolto la terza sconfitta consecutiva.

FIORENTINA – CAGLIARI 1:0
Un gol del ritrovato Adrian Mutu regala la sesta vittoria interna consecutiva alla Fiorentina. La squadra di Mihajlovic torna ai tre punti dopo le trasferte di Milano e Torino e sorpassa in classifica proprio il Cagliari. Per Donadoni si tratta della prima sconfitta sulla panchina sarda dopo le vittorie con Brescia e Lecce. Nonostante questo Matri e compagni rimangono a cinque punti dalla zona retrocessione. Partita intensa al Franchi decisa, come detto, dal gol di Adrian Mutu arrivato al 7’ della ripresa: punizione di D’Agostino e stacco in anticipo, da centravanti vero, per il rumeno al primo gol stagionale dopo un 2010 terribile tra squalifica per doping e risse varie. Fino a quel momento la Viola ha faticato contro un Cagliari battagliero. Occasioni da gol vere ce ne sono state poche ma i padroni di casa, orfani di Gilardino là davanti, hanno fatto fatica a trovare spazi tra le maglie della difesa rossoblu. Una volta in vantaggio si sono aperti gli spazi e la Fiorentina ha trovato anche il raddoppio: gran conclusione al volo dalla distanza di Donadel e palla all’angolino. Un eurogol davvero, peccato che Zanetti, proprio sulla traiettoria del tiro, si abbassi per far passare il pallone in posizione di off-side rendendo vano il capolavoro del compagno. Oltre al danno però ci stava per scappare la beffa: i viola infatti, non si accorgono subito dell’annullamento del gol e, impegnati ad esultare, vengono presi d’infilata dal contropiede del Cagliari. Solo un grandissimo intervento di Boruc su Matri riesce a salvare la squadra di Mihajlovic che trova tre punti fondamentali per riavvicinarsi a zone più tranquille di classifica.

CESENA – BOLOGNA 0:2
Il Bologna reagisce alla grande alla penalizzazione di un punto subita in settimana e fa suo il pentitissimo derby emiliano con il Cesena. I rossoblu fanno la gara fin dal primo minuto di gioco. Troppo timido il Cesena che, probabilmente, sente molto questo derby ed in generale una partita troppo importante per il futuro in campionato. Bologna che controlla il gioco e poco dopo la mezz’ora passa in vantaggio: Di Vaio, sempre lui, prende palla, riesce a girarsi facendo secchi un paio di difensori e piazza un diagonale imprendibile per Antonioli. Sotto di una rete non arriva la reazione del Cesena che si sblocca solo in avvio di ripresa. Complici gli inserimenti di una seconda punta vera, Budan, e di Schelotto, i padroni di casa alzano il ritmo. Niente di eccezionale ma tanto basta per far rinculare il Bologna nella sua area. Viviano guarda uscire il colpo di testa da due passi di Viviano e poi deve impegnarsi sulla conclusione dal limite di Parolo. Il Cesena spinge, il Bologna regge e nel finale trova il gol che chiude il match: a 3’ dalla fine il difensore uruguagio Britos sfodera un colpo di testa in tuffo da attaccante consumato, mettendo la sfera a fil di palo alle spalle di un incolpevole Antonioli. Finisce 2-0 per la squadra di Malesani che, più forte delle tempeste che stanno investendo la società, e di riflesso la classifica della squadra, pesca la prima vittoria esterna stagionale proprio in un derby così sentito dalle tifoserie e si porta a +4 dalla zona retrocessione. Il Cesena, che alla fine viene sonoramente fischiato dal proprio pubblico, rimane invece inchiodato a quota 12 punti, colleziona la terza sconfitta nelle ultime quattro gare e ora per Ficcadenti, il futuro si fa sempre più buio.

CATANIA – JUVENTUS 1:3
La Juventus di Delneri tiene il passo di Milan e Lazio, batte il Catania e sale al terzo posto in classifica. Vittoria importante per i bianconeri che allungano ancora la loro striscia positiva, ora sono undici i risultati utili consecutivi, e collezionano la seconda vittoria esterna di fila. Il Catania di Giampaolo rimane comunque, con i suoi 18 punti, a +6 sulla zona retrocessione ma perde l’imbattibilità casalinga: si tratta infatti della prima sconfitta interna in tutto il 2010 per la squadra siciliana. La prima mezz’ora di gioco vede in campo un grande Catania: pressing alto e verticalizzazioni per gli uomini di Giampaolo che mettono in crisi la difesa bianconera. Dopo un paio di minuti ci potrebbe anche stare uin rigore per l’entrata scomposta di Sorensen su Morimoto, ma l’arbitro lascia proseguire. Il Catania preme ma, nonostante le due-tre occasioni che spaventano Storari, non riesce a concretizzare e al 35’ è Pepe a spezzare l’equilibrio: Iaquinta manovra sulla destra e riesce a mettere sul secondo palo per l’attaccante ex Udinese che di contro balzo fulmina Andujar. Il gol fa esplodere la gara: passano 120’’ e il Catania pareggia: Martinho mette dentro da sinistra, Grosso controlla male e Morimoto ne approfitta battendo Storari. La Juve non ci sta e si rituffa in avanti. Quagliarella inizia il suo show personale al 43’ quando, su cross basso di Krasic, impatta di destro il pallone che si stampa sulla faccia interna della traversa e rimbalza ben oltre la linea di porta. Il guardalinee non vede e non convalida il gol. L’attaccante napoletano non si dà per vinto e un minuti dopo, ancora sfruttando il gran lavoro di Iaquinta, piazza il diagonale di sinistro che batte Andujar per la seconda volta. In avvio di ripresa è ancora Quagliarella il protagonista: al 13’ completa la sua serata speciale rubando palla ad un ingenuo Biagianti e sparando il solito bolide da fuori area che vale il 3-1. Partita che sembra chiusa, ma non per i giocatori del Catania. Riprende infatti il pressing alto dei padroni di casa che collezionano palle gol. Storari è decisivo in almeno due-tre interventi e salva una Juventus che nel finale sfiora il quarto gol con Krasic che, da due passi su assist del nuovo entrato Del Piero, manca clamorosamente la porta.

NAPOLI – PALERMO 1:0
Il Napoli conquista, all’ultimo respiro, tre punti fondamentali nella sfida d’alta classifica con il Palermo. Vittoria meritata per gli azzurri che agganciano la Juve al terzo posto. Primo tempo con più Napoli che Palermo. Gli azzurri fanno gioco schiacciando un Palermo troppo timido, anche se, eccezion fatta per un paio di conclusioni di Maggio e Lavezzi, Sirigu non deve dannarsi l’anima. Dall’altra parte solo un paio di contropiedi e una conclusione velenosa di Miccoli. Pastore è in ombra, Ilicic anche, e l’attaccante salentino, da solo, non riesce ad impensierire i tre difensori partenopei. Ad inizio ripresa un lampo di Ilicic illude i palermitani, ma poi è il Napoli a spingere. Un Cavani stratosferico (almeno un paio di recuperi in difesa alla… Lavezzi), un Lavezzi eroico (rimasto in campo una ventina di minuti con una caviglia in disordine prima di abbandonare per il troppo dolore) e due incursori sulle fasce in gran forma come Dossena e Maggio hanno inchiodato in area il Palermo. Stavolta Sirigu è stato chiamato più volte alla parata e ha sempre risposto presente. Almeno quattro-cinque interventi decisivi del portiere della nazionale sui vari tentativi di Maggio, Cavani e Hamsik. Strepitoso quello su Lavezzi che calcia a botta sicura da un metro ma trova le manone protese del portierino rosanero. Quando ormai sembra fatta per il Palermo ecco la mossa che cambia la gara. Rossi inserisce Pinilla al 93’: sostituzione inutile ad un minuto dalla fine del recupero, fatto sta che l’arbitro, giustamente, prolunga di 30’’ l’extra time e qui arriva la beffa. Il 94’ è infatti passato da una ventina di secondi quando Cavani scatta sul filo del fuorigioco e serve Maggio che in scivolata, sul secondo palo, infila il gol della meritata vittoria. Per il Napoli una grande risposta dopo la brutta figura di Udine: vittoria importantissima, la terza consecutiva al San Paolo, che vale l’aggancio alla Juventus a -6 dalla vetta. Il Palermo fa un netto passo indietro rispetto alla gara stravinta contro la Roma: la mancanza di Bacinovic in mezzo al campo si è fatta sentire e così, dopo tre vittorie consecutive, è arrivata la sconfitta che blocca a 23 punti la squadra di Delio Rossi.

 

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