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Torino e Pescara tornano in Serie A!

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Il tempo, quando si è lontani dal calcio che conta, sembra passare più lentamente. Così, quando le aspirazioni tardano ad arrivare, le differenze tra 3 e 19 anni di attesa, possono essere percepite come un intervallo temporale simile. Due storie di calcio simili, ma lontane quelle di Torino e Pescara. Due destini accomunati nel 2012. L'anno che entrambi le tifoserie si ricorderanno come quello di una rinascita, al termine di un percorso (ad ogni modo lungo) che li ha riportati in Serie A. La data del rilancio è comune a entrambe e da segnare col pennarello rosso nei cosiddetti "momenti importanti": domenica 20 maggio. Già, domenica. Il giorno della Serie A, che cancella l'onere di giocare il sabato, giorno dedicato alla B. Il Torino festeggia la promozione diretta, com'era, alla vigilia, prevedibile. I 25mila dello stadio Olimpico ci credevano eccome. Bastava vincere col Modena per la certezza matematica, così è stato. I gol pesantissimi di Oduamadi e De Feudis hanno suggellato una stagione condotta per quasi tutta la sua durata. Solo in tre turni i granata non sono stati nelle prime due posizioni. Onore al tecnico Giampiero Ventura, arrivato da meno di un anno per avviare un progetto a lungo termine e che dopo una partenza sprint dei suoi, ha saputo gestire la situazione, controllando il vantaggio e gestendo la tensione di una piazza così importante. «Questo è il campionato dei giocatori. Lo hanno vinto loro insieme al pubblico che ci ha dato credibilità nonostante lo scetticismo iniziale – ha dichiarato Ventura ai margini della festa -promozione - Siamo primi dall'inizio del campionato, per noi, a differenza delle altre squadre, ogni partita persa era una catastrofe Avevamo due obiettivi all'inizio della stagione. Il primo era quello di riportare il Toro in A, l'altro di far tornare l'entusiasmo nella piazza. Li abbiamo centrati entrambi». La stessa soddisfazione, si è vista negli occhi di un emozionato presidente granata Urbano Cairo, che ha poi annunciato la conferma del tecnico di origini liguri e del direttore sportivo Petrachi: «È una vittoria dei nostri tifosi. Lavoreremo da subito per restare in Serie A. Petrachi e Ventura hanno già rinnovato, saranno con noi per guidare la squadra anche nella massima serie». La festa, in quest'anno d'oro per il calcio torinese, è proseguita per le vie del centro della città piemontese, dove si stima che centomila persone (nonstante la pioggia battente) abbiano seguito il passaggio del pullman torinista. Se tre anni calcistici non sono sembrati pochi, venti sanno d'eternità. IL Pescara ritorna prepotentemente nel calcio che conta ,ma c'è da ringraziare Zdenek Zeman. Un uomo dei miracoli. Il 3-1 a Marassi contro la Sampdoria, ha sigillato il suo trionfo e quello del suo 4-3-3 spettacolare, con il capocannoniere Immobile e i piccoletti Insigne e Caprari (alternato con Sansovini) che l'hanno affiancato. Una promozione insperata alla vigilia, arrivata con l'equilibrio raggiunto da una squadra matura. «Credo che sia stata la più grande soddisfazione della mia carriera – ha detto il boemo nel dopopartita, dopo le sue lacrime di commozione -  La scorsa estate io pensavo di poter fare bene, ma fino a questo punto era difficile immaginarlo, anche se ci speravo». Ma il pensiero e la dedica della promozione vanno tutte a Franco Mancini, preparatore dei portieri biancazzurri, morto improvvisamente lo scorso marzo: «Mi dispiace che Franco non ci sia più -ha detto -Questa vittoria è anche per lui». La penultima giornata ha dato altri verdetti. IL Padova, abttuto 3-0 dalla Nocerina, abbandona la corsa playoff. Varese e Sampdoiria saranno certe di proseguire il cammino. Sassuolo e Verona, entrambi vincenti ieri, ma inutilmente, si giocheranno il posto in griglia.

 

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