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Il pagellone finale della Serie Bwin

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logo_serie_b_2011Con le finali di playoff e playout disputate tra venerdì e sabato, si è concluso ufficialmente il campionato di Serie Bwin 2011/2012. Fra sorprese e delusioni, conferme in positivo e negativo, promozioni e salvezze, ecco il grande pagellone di fine anno.

 

 

Pescara 10: Ha stupito tutti. Grazie a Zdenek Zeman tutta Italia ha parlato del Pescara. Partito senza grandi squilli di tromba, man mano ha preso fiducia e ha prodotto calcio spettacolo. Tanti i talenti messi in mostra, da Verratti a Immobile (capocannoniere del torneo), fino a Insigne, per citarne tre. Primo posto in solitaria e promozione in Serie A dopo 20 anni. Cosa volere di più?

Torino 9,5: Un campionato condotto dall’inizio alla fine (quasi). Una promozione meritata dopo anni di purgatorio in Serie B. La grande mano di mister Giampiero Ventura che ha esaltato soprattutto il collettivo. Mezzo punto in meno rispetto al Pescara per aver buttato via il primo posto all’ultima giornata pareggiando con il già retrocesso Albinoleffe. Ma è solo una piccola macchia in una stagione straordinaria.

Sassuolo 8: 80 punti per una squadra che solo lo scorso anno si è salvata per il rotto della cuffia. La grande impronta di mister Pea sull’ottima stagione dei neroverdi conclusa al terzo posto. Peccato per i playoff, fuori contro la Sampdoria senza demeritare più di tanto. E’ la prima volta da quando esistono i playoff che in Serie A non ci va la terza. E anche questo è un rammarico grande…

Verona 8: Da neopromossa è arrivata quarta, lottando fino alla penultima giornata per la promozione diretta. In casa praticamente imbattibili, tanti gioielli messi in mostra. Il rammarico è l’essere usciti in semifinale ai playoff anche per colpa di qualche decisione arbitrale sfavorevole.

Varese 8,5: E’ arrivata dietro Sassuolo e Verona, però è anche vero che è arrivata in finale dei playoff, al contrario delle altre due. Questo spiega il mezzo voto in più. Partito male, si è ripreso dopo il cambio dell’allenatore, da Carbone a Maran e ha fatto una cavalcata notevole. La Serie A però è svanita nell’ultima partita stagionale.

Sampdoria 8: D’accordo, i blucerchiati sono tornati in Serie A dopo solo un anno, ma il voto sintetizza una stagione a due facce. Da 4 nel girone d’andata, da 10 al ritorno. Arrotondiamo per eccesso ed ecco l’otto in pagella. C’è voluto un cambio di allenatore e una rivoluzione nel parco di giocatori a gennaio per svegliare una squadra che stava soffrendo tanto la discesa nella cadetteria. Al ritorno, però, la Samp è stata seconda solo al Pescara e da sesta in classifica ha vinto i playoff tornando nella massima serie, cosa mai accaduta prima.

Padova 5: Partita con obiettivi ambiziosi, la squadra era stata costruita per lottare per la promozione diretta. Mister Dal Canto non è riuscito a far rendere al meglio tanti giocatori di alto livello che componevano la rosa dei veneti. Anche alcuni giocatori stessi, c’è da dire che non hanno reso al meglio, vedi Milanetto e Cacia, per fare due esempi. Forse la più grande delusione del campionato.

Brescia 6,5: Stagione strana. Nelle prime 10 partite, con Scienza in panchina ha fatto faville, facendo ricredere una tifoseria delusa dalla retrocessione dell’anno scorso. Poi il crollo verticale e il cambio del tecnico. Arriva Calori che riporta in alto la squadra, facendola diventare un bunker in difea, tant’è che Michele Arcari stabilisce ogni record di imbattibilità. Nel momento del rush finale, la squadra molla e non centra i playoff.

Juve Stabia 7,5: Se non avesse subìto una penalizzazione in classifica di 4 punti, avrebbe anche potuto lottare per i playoff, da neopromossa. E’ comunque un campionato strepitoso quello di Braglia e soci. Marco Sau è il cannoniere della squadra con gol favolosi.

Reggina 6: L’impressione è che poteva fare di più. E’ rimasta sempre a ridosso della zona playoff, ma non ci è mai entrata stabilmente. Due cambi di allenatore, Breda, Gregucci e Breda-bis, e un finale di stagione da ‘vorrei ma non posso’.

Crotone 7: Molto bene la Drago-band. Tanti i giovani messi in mostra, uno su tutti Florenzi e un gioco veramente spumeggiante. Prima parte di stagione a singhiozzo, poi il cambio sulla panchina tra Menichini e Drago mette la ali alla squadra che si salva facile.

Modena: 5,5: Si è salvata con largo anticipo disputando un ottimo finale di campionato, ma le ambizioni erano ben diverse. Sarebbe dovuta essere la stagione della svolta quest’anno, ma non lo è stata. Da ricordare, in negativo, la clamoroa presa di posizione dei giocatori contro il tecnico Cuttone, poi sostituito dal rientrante Bergodi.

Bari 7: Che gli possiamo dire a questo Bari vituperato da più parti? Cambia (quasi) tutta la rosa rispetto all’anno scorso in Serie A, la società versa in condizioni economiche gravi, la squadra subìsce continue penalizzazioni, ma rimane sempre a centro-classifica, mollando solo alla fine salvandosi all’ultima giornata. Ottima la stagione di alcuni giovani.

Grosseto 6: Stagione anonima, resa frizzante dal Presidente Camilli che ha avvicendato ben 4 allenatori nonostante la squadra sia rimasta quasi sempre a centro-classifica. I tifosi ora tremano per il possibile coinvolgimento della dirigenza maremmana nel calcioscommesse.

Ascoli 8: Beh, i bianconeri meritano un voto alto, alla stessa stregua di Verona e Sassuolo, per aver centrato una salvezza che sa di miracoloso dopo essere partiti con un handicap di 10 punti di penalizzazione, poi dimezzati. Ad ottobre la squadra sembrava spacciata, con l’arrivo di Silva ha inanellato una serie di risultati positivi che l’hanno portata all’ennesima salvezza sofferta.

Cittadella 6,5: L’ennesima grande stagione del ‘Citta’ di mister Foscarini, un tecnico sottovalutato da molti. Salvezza tranquilla con una squadra costruita con pochi spiccioli. Sono questi gli esempi da seguire: la squadra di un piccolo borgo di Padova che ogni anno ottiene una salvezza con un progetto ben preciso.

Livorno 5,5: Voto basso, con attenuanti. Il Presidente Spinelli avrebbe finalmente voluto lottare per traguardi ambiziosi, ma la squadra non era all’altezza. La tragedia Morosini ha spaventato la squadra che per un certo tratto ha rischiato di retrocedere direttamente. L’orgoglio finale ha rimesso le cose a posto.

Vicenza 4: I ragazzi di Cagni (oltre che di Baldini e Beghetto) si sono dati la zappa sui piedi da soli più volte, l’ultima durante lo spareggio playout contro l’Empoli: in vantaggio di due gol, rimonta toscana e rigore sbagliato a tre minuti dalla fine. E durante il campionato, vedi i tanti rigori sbagliati, c’è stato il resto. Squadra non certo da retrocessione, anche la società ha le sue colpe.

Nocerina 5: L’ottimo girone di ritorno ha rivitalizzato una squadra rassegnata al termine di quello d’andata. Però non è bastato per evitare la retrocessione, arrivata all’ultima giornata. Troppa improvvisazione.

Gubbio 4,5: Anche qui, troppa improvvisazione. In estate era stata costruita una squadra troppo giovane, con un allenatore altrettanto giovane. E infatti c’è stata tanta sofferenza. Poi l’avvento di Gigi Simoni ha ridato vita alla squadra che è stata migliorata nel corso della stagione. Però, al terzo cambio in panchina, la squadra è crollata nel finale. Mesto ritorno in Lega Pro.

Albinoleffe 4: Una retrocessione quasi annunciata, visto che la squadra non era stata potenziata rispetto allo scorso anno che aveva rischiato la retrocessione in Lega Pro. Il calcioscommesse potrebbe far sparire una delle favole del nostro calcio degli anni 2000.

 

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